La crisi dell’acciaio in Canada: effetti dei dazi statunitensi

L'industria siderurgica canadese affronta una profonda crisi a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti, con conseguenze significative sulla produzione e sulle esportazioni.

Crisi dell'acciaio in Canada

In Breve

Qual è l'impatto dei dazi USA sull'acciaio canadese?
I dazi USA hanno causato un calo della produzione d'acciaio in Canada del 15% e un crollo delle esportazioni verso gli Stati Uniti.
Come sta reagendo Algoma alla crisi?
Algoma ha chiuso gli altiforni e sta investendo in impianti a forno elettrico, prevedendo un Ebitda negativo nel 2026.
Quali altre aziende sono colpite dai dazi?
Anche Ivaco e Gerdau Nord America stanno affrontando difficoltà, mentre ArcelorMittal e Dofasco mostrano segnali di resilienza.

L’industria siderurgica canadese si trova in una situazione critica, principalmente a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti. La questione è emersa durante i negoziati per il rinnovo dell’UMSCA, culminando in un conflitto aperto tra i due paesi e nell’introduzione di misure tariffarie e contro-dazi. Il Canada ha attivato il 8 settembre scorso contromisure su oltre 300 prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio, raddoppiando le tariffe fino al 50%.

A un anno dall’introduzione della Section 232, che ha portato a dazi del 50% sulle importazioni di acciaio negli Stati Uniti, il settore siderurgico canadese mostra segnali di forte sofferenza. La produzione d’acciaio in Canada è scesa del 15% a maggio rispetto all’anno precedente, con un calo progressivo annuo del 14%. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono crollate, registrando una diminuzione del 31% nel 2025 e un calo del 55% nei primi tre mesi del 2026, fattori che hanno contribuito in modo determinante alla contrazione produttiva.

Tra le aziende più colpite, Algoma, con una produzione di 2,2 milioni di tonnellate, è uno dei principali attori che ha visto un calo significativo. Esponendosi per circa la metà dei suoi prodotti al mercato statunitense, Algoma ha anticipato la chiusura degli altiforni a gennaio e sta investendo circa 1 miliardo di dollari canadesi in impianti a forno elettrico. Le previsioni per Algoma indicano un Ebitda negativo nel 2026, dopo un Ebitda adjusted negativo di circa 450 milioni al 31 marzo. Il titolo ha perso circa il 30% del valore da maggio dell’anno scorso, con speranze di ritorno al breakeven nel 2027 grazie all’avvio dei nuovi impianti.

Anche altri produttori, come Ivaco e la divisione canadese di Gerdau Nord America, stanno affrontando difficoltà. Tuttavia, alcuni gruppi riescono a resistere grazie alla natura dei mercati di destinazione finale e alle politiche di Buy Canadian introdotte dal governo a metà dicembre. L’acciaieria di ArcelorMittal a Montreal, specializzata in prodotti lunghi per edilizia e infrastrutture del Canada orientale, è rimasta sostanzialmente indenne, sebbene abbia chiuso un laminatoio a giugno per concentrare la produzione in un unico hub. Il direttore finanziario Genuino Christino ha dichiarato che i dazi USA costano al gruppo 150 milioni di dollari a trimestre.

Dofasco, un altro attore del settore, ha registrato un progresso del 3% su base annua grazie a contratti di fornitura a lungo termine per i distretti automobilistici dell’Ontario. Lo stabilimento Lake Erie di Stelco, rilevato da Cleveland Cliffs, ha dovuto orientarsi verso il mercato interno per colmare il vuoto d’offerta lasciato dalla riduzione delle importazioni statunitensi, sacrificando però gli alti margini precedenti e contribuendo alla maggiore volatilità e alla pressione sulla marginalità del gruppo americano.

Nuove stratificazioni e vincoli, già in parte attuati e in parte attesi a partire dal 2027, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione del settore, rendendo necessarie azioni tempestive per garantire la sostenibilità dell’industria siderurgica canadese.