In Breve
- Cosa sono gli agenti software autonomi?
- Sono programmi che operano autonomamente, eseguendo compiti senza l'intervento umano diretto.
- Quali sono le sfide principali per la sicurezza delle identità?
- Le sfide includono la mancanza di visibilità, credenziali compromesse e la gestione degli accessi in tempo reale.
- Come possono le organizzazioni migliorare la sicurezza?
- Evolvendo verso modelli di governance degli agenti e fiducia in esecuzione, e riducendo l'esposizione delle credenziali.
L’emergere di agenti software autonomi, assistenti di codifica e workflow automatizzati sta mettendo in crisi i modelli tradizionali di Identity and Access Management (IAM). Questi modelli, concepiti sull’assunto di un utente umano che si autentica e agisce all’interno di una singola sessione, non sono più sufficienti per gestire la velocità e l’autonomia con cui operano gli agenti autonomi.
La capacità delle organizzazioni di monitorare e governare ciò che avviene dopo la concessione dell’accesso è diventata cruciale. I sistemi IAM legacy, infatti, validano l’accesso in un punto temporale, ma non valutano il comportamento in esecuzione. Gli agenti AI non si limitano a autenticarsi e a fermarsi, ma invocano strumenti e modificano sistemi in tempo reale, creando nuove superfici d’attacco.
La mancanza di visibilità e gli inventari incompleti di agenti AI, insieme ad accessi ai dati non tracciati e credenziali a vita o condivise, amplificano i rischi per la sicurezza. L’emergere di shadow AI, credenziali di breve durata e azioni guidate da macchine introduce ulteriori punti ciechi, rendendo le organizzazioni vulnerabili a attacchi informatici.
Gli attaccanti, infatti, sfruttano sempre più spesso vie semplici come credenziali rubate o compromesse, evitando tecniche sofisticate e apparendo legittimi agli strumenti di verifica tradizionali. Per affrontare queste sfide, è necessario evolvere verso un modello che integri:
- Governance degli agenti: identificazione, assegnazione di proprietà, definizione di confini e permessi.
- Fiducia in esecuzione: valutazione contestuale degli accessi e contenimento rapido dei comportamenti rischiosi.
- Operabilità programmabile: oltre la console amministrativa, per una gestione più dinamica e reattiva.
Ridurre l’esposizione delle credenziali, migliorare l’attribuzione e preservare una chiara catena di responsabilità fino a un proprietario umano o a una decisione di policy sono passaggi fondamentali per garantire un accesso sicuro.
Russ Kirby, CISO di Ping Identity, sottolinea che la sfida non è proibire l’uso di sistemi AI, ma assicurare il loro funzionamento sicuro, responsabile e regolato da guardrail aziendali. Le organizzazioni che integreranno identità, responsabilità e controllo in tempo reale nella loro struttura operativa saranno quelle in grado di sfruttare l’AI con maggiore fiducia, senza soffocare l’innovazione.
