Linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei deputati

Il Comitato di vigilanza della Camera ha presentato nuove linee guida per l'uso dell'intelligenza artificiale, enfatizzando il controllo umano e la responsabilità nella produzione normativa.

Linee guida per l'uso dell'intelligenza artificiale da parte dei deputati

In Breve

Quali sono le principali raccomandazioni per l'uso dell'AI da parte dei deputati?
Le principali raccomandazioni includono il mantenimento del controllo umano, la protezione dei dati sensibili, la verifica delle fonti e la dichiarazione dell'uso dell'AI.
Quando saranno adottate ufficialmente le linee guida?
Le linee guida saranno adottate ufficialmente a settembre 2026.
Qual è l'obbligo giuridico introdotto dall'AI Act?
L'AI Act introduce l'obbligo di trasparenza riguardo ai deepfake e ai testi generati da AI privi di revisione umana.

Linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei deputati

Il 30 luglio 2026, il Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione della Camera dei Deputati ha esaminato un documento di 33 pagine contenente linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale (AI) da parte dei parlamentari. L’adozione definitiva di queste linee è prevista per settembre, e rappresentano un passo significativo verso l’integrazione della tecnologia nel processo legislativo.

Le linee guida sottolineano che l’AI deve essere considerata come uno strumento di supporto alla produzione normativa e alla documentazione, piuttosto che un sostituto del giudizio umano. Questo approccio è motivato dalla necessità di mantenere la responsabilità costituzionale e la tutela dei diritti fondamentali, in un contesto in cui gli atti normativi hanno una rilevanza pubblica.

Il documento, elaborato in coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale, fornisce criteri generali e regole di comportamento che non sostituiscono le policy di sicurezza o la disciplina sulla protezione dei dati personali già in vigore nella Camera. Tra le raccomandazioni principali emergono quattro regole fondamentali:

  • Controllo umano costante: È essenziale mantenere sempre il controllo umano (human in the loop) e verificare ogni contenuto generato dall’AI prima del suo utilizzo, specialmente se destinato ad atti pubblici.
  • Protezione dei dati sensibili: Non devono essere inseriti in strumenti di AI pubblici o non amministrativi dati personali, documenti riservati, bozze non presentate o altre informazioni sensibili.
  • Verifica delle fonti: È fondamentale controllare sempre le fonti e accertarsi dell’assenza di errori o «allucinazioni», così come di violazioni di diritti di proprietà intellettuale.
  • Dichiarazione dell’uso dell’AI: Deve essere dichiarato il ricorso all’AI quando questa ha avuto un impatto significativo sulla predisposizione di materiali destinati alla diffusione esterna.

Il documento richiama anche principi generali come la centralità della decisione umana, la sicurezza e la riservatezza, e la proporzionalità tra il livello di controllo umano e la natura ed effetti del contenuto prodotto. Inoltre, si sottolinea l’importanza di tutelare le prerogative parlamentari e promuovere l’alfabetizzazione digitale tra i deputati.

Un aspetto rilevante è che, per specifici casi, la trasparenza diventa un obbligo giuridico a partire dal 2 agosto 2026, in base all’articolo 50 dell’AI Act. Questo articolo prevede doveri informativi riguardanti i deepfake e testi generati o manipolati con sistemi di AI, destinati a informare i cittadini su questioni di interesse pubblico, se privi di revisione umana.

Per supportare i deputati, il Comitato metterà a disposizione una piattaforma informativa che sarà aggiornata regolarmente. Inoltre, il documento include un glossario, una sintesi delle esperienze in atto alla Camera e esempi concreti di rischi e allucinazioni, come la citazione di precedenti giurisprudenziali inesistenti o il mancato aggiornamento del quadro normativo.