In Breve
- Cosa fa EON?
- EON sviluppa una rete di satelliti laser per collegare data center, offrendo un'alternativa ai cavi sottomarini.
- Qual è l'obiettivo di EON?
- L'obiettivo è fornire capacità di trasporto dati su rotte intercontinentali con throughput comparabili alla fibra ottica sottomarina.
- Quando sono previsti i primi satelliti dimostrativi?
- I primi apparati dimostrativi sono attesi entro la fine del 2027.
Endeavor Optical Networks (EON), una startup fondata a maggio 2026, ha recentemente annunciato il suo ingresso nel mercato con un finanziamento seed di 10,75 milioni di dollari, supportato da investitori come General Catalyst e Andreessen Horowitz. L’obiettivo di EON è ambizioso: sviluppare una rete di satelliti dotati di laser per collegare i data center dall’orbita, offrendo una capacità di trasporto dati su rotte intercontinentali che possa competere con i tradizionali cavi sottomarini.
La necessità di questa innovazione nasce dalle sfide associate all’installazione e alla manutenzione dei cavi sottomarini, oltre ai limiti in banda delle trasmissioni radio. Grazie ai recenti progressi nella tecnologia ottica e nei terminali laser, EON mira a stabilire collegamenti spazio-terra con capacità superiori rispetto al passato. La startup prevede di raggiungere un throughput di 2,4 terabit al secondo per collegamento, con i primi apparati dimostrativi attesi entro la fine del 2027, capaci di offrire tra 800 gigabit e un terabit al secondo di downlink.
Il progetto prevede inizialmente il dispiegamento di una costellazione di circa 20 satelliti, ognuno progettato per fornire un collegamento dedicato tra due continenti, garantendo copertura continua ai clienti. La strategia operativa di EON include la selezione di stazioni a terra in diverse regioni, la creazione di siti ridondanti e l’uso di dati meteorologici per minimizzare le interruzioni del segnale causate da condizioni atmosferiche avverse.
Il target commerciale di EON comprende hyperscaler e laboratori di intelligenza artificiale, che necessitano di trasferire grandi volumi di dati. Particolare attenzione sarà rivolta a rotte lunghe o poco servite, come quelle tra Francia e Australia o tra Africa e Sud America, con un’offerta che si concentrerà sulla vendita di capacità dedicata, garantendo così un controllo completo sul transito dei dati.
Il finanziamento ottenuto sarà utilizzato per realizzare un laboratorio ottico, ampliare il team di ingegneri e condurre test a terra in preparazione al lancio del satellite dimostrativo. EON si concentrerà sullo sviluppo del terminale di comunicazione ottica, investendo in componenti critici come i gimbal per il puntamento del laser, e prevede di utilizzare bus satellitari commerciali già disponibili. Il team è composto da esperti del settore, tra cui il CEO Charlie Horowitz e il CTO Tyler Presser, entrambi con esperienze significative in aziende spaziali e ingegneria astronautica.
Nel panorama competitivo, altre iniziative più ambiziose sono state annunciate, con piani per costellazioni più ampie e capacità teoriche superiori. Tuttavia, queste richiederanno tempi e scale di dispiegamento maggiori. EON, con una flotta più contenuta, potrebbe lanciare i suoi satelliti più rapidamente, ma dovrà affrontare le stesse sfide tecniche che caratterizzano il settore. Esperti del settore avvertono che rendere i satelliti un’infrastruttura affidabile e ad alta larghezza di banda per i data center potrebbe richiedere più tempo e risorse di quanto previsto.
Tra le affermazioni rilasciate, EON sottolinea la convinzione che esista un mercato servibile per collegamenti spaziali ad alta capacità e la necessità di affrontare le sfide ingegneristiche piuttosto che problemi di principio. Gli investitori vedono nel progetto sinergie con temi emergenti come l’intelligenza artificiale e la resilienza delle reti, suggerendo un futuro promettente per le comunicazioni spaziali.
