Grande Brera: La Crescita Sostenuta dai Partner Privati

Angelo Crespi, direttore generale della Grande Brera, sottolinea l'importanza dei partner privati per sostenere la crescita del polo museale.

Immagine della Grande Brera

In Breve

Qual è il ruolo dei partner privati nella Grande Brera?
I partner privati sono fondamentali per sostenere la crescita e l'autonomia finanziaria del museo.
Quali sono le fonti di ricavo della Grande Brera?
I ricavi provengono principalmente da biglietteria, concessioni, liberalità e sponsor.
Quali sono gli obiettivi futuri della Grande Brera?
Tra gli obiettivi ci sono la riapertura della Mediateca e la realizzazione di grandi mostre.

La Grande Brera, uno dei principali poli museali d’Italia, sta affrontando una fase cruciale della sua evoluzione. Angelo Crespi, direttore generale della struttura, ha recentemente evidenziato come i partner privati siano diventati un elemento chiave per garantire la crescita e l’autonomia finanziaria del museo. Questa strategia si è resa necessaria a causa della progressiva riduzione dei trasferimenti pubblici, un fenomeno accentuato dalla riforma del 2014 che ha istituito i musei autonomi di Stato.

Con l’obiettivo di aumentare il numero di visitatori e la capacità di fundraising, la Grande Brera deve affrontare sfide significative. Nel 2026, il museo prevede di ricevere circa 700mila euro dal ministero per le spese di funzionamento, una cifra che rappresenta la metà rispetto all’anno precedente. Inoltre, dal 2027, la Grande Brera dovrà operare in completa autonomia di bilancio, senza fondi di dotazione.

Il polo museale comprende la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio, il Cenacolo Vinciano, e il Museo nazionale dell’arte digitale, attualmente in fase di realizzazione. Per il 2026, la Grande Brera prevede ricavi complessivi di circa 16 milioni di euro, di cui oltre 11 milioni provenienti da biglietteria. Questo segna un incremento rispetto ai 15 milioni del 2025 e ai 6 milioni del 2024.

La crescita del numero di visitatori è evidente: la Pinacoteca ha registrato un aumento degli ingressi, passando da 463mila nel 2023 a circa 650mila nel 2026, con ricavi da biglietteria che sono saliti da 3,5 milioni a circa 6 milioni. Anche il Cenacolo Vinciano ha mantenuto un limite di ingressi contingentati, con circa 540mila visite.

Nonostante queste buone notizie, la Grande Brera deve ancora affrontare la sfida di diversificare le proprie fonti di finanziamento. Nel 2023, i ricavi da sponsorizzazioni e Art Bonus erano azzerati, ma nel 2025 sono aumentati a 200mila euro per sponsorizzazioni e 950mila euro per erogazioni liberali, grazie al lancio del “Patto per Brera”. Questo accordo, supportato dall’agenzia Comin&Partners, coinvolge 16 partner, ai quali viene richiesto un contributo annuale di 50mila euro, rinnovabile per tre anni, destinato a progetti specifici ad alto impatto sociale.

Tra i partner figurano nomi noti come Sabina Belli di Pomellato, Barbara Berlusconi della Fondazione Barbara Berlusconi, e Marina Caprotti di Esselunga. Inoltre, è stato presentato un Partenariato speciale pubblico-privato, finalizzato alla gestione di alcuni servizi e alla creazione di nuove forme di cooperazione, che potrebbero garantire ricavi aggiuntivi e valorizzazione dei luoghi. Tra le iniziative previste c’è un Design Store ispirato al modello del MoMA di New York.

Le tradizionali concessioni per servizi come biglietteria e bookshop saranno rinnovate, con le concessioni degli spazi che hanno generato circa 1,8 milioni di euro nell’ultimo anno. Tra gli obiettivi del primo mandato di Crespi ci sono il completamento dei percorsi urbanistici della Grande Brera, la riapertura della Mediateca e lo sviluppo di progetti sociali, oltre alla realizzazione di sei o sette grandi mostre previste per quest’anno.

In conclusione, Crespi sottolinea l’importanza di ampliare la rete di partner e sostenitori privati per raggiungere questi ambiziosi risultati, in un contesto in cui la sostenibilità finanziaria dei musei diventa sempre più cruciale.