Nuove tasse sui mini pacchi extra UE: cosa cambia per gli acquisti online

La Commissione europea introduce una nuova tassa sui beni acquistati online da Paesi extra UE, che si somma al dazio già in vigore. Ecco cosa cambia per i consumatori.

Immagine rappresentativa delle nuove tasse sui mini pacchi

In Breve

Qual è l'importo della nuova tassa sui mini pacchi extra UE?
La nuova tassa è di 2 euro per articolo.
Quando entrerà in vigore la nuova tassa?
La tassa entrerà in vigore il 1° novembre.
Chi è responsabile per il pagamento della tassa?
La responsabilità doganale passa agli operatori di vendita online.

La Commissione europea ha annunciato l’introduzione di una nuova tassa sui beni acquistati online e importati da Paesi extra UE. A partire dal 1° novembre, sarà applicata una handling fee di 2 euro per articolo su acquisti con valore fino a 150 euro. Questa misura si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro, già in vigore dal 1° luglio, creando un nuovo contesto per gli acquisti online.

Il provvedimento è stato ufficializzato il 21 settembre con la pubblicazione di un atto delegato, che stabilisce la tassa al minimo della forbice prevista, compresa tra 2 e 4 euro. La decisione finale dovrà comunque passare attraverso il vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno 30 giorni per presentare obiezioni. Se non ci saranno rilievi, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea e entrerà in vigore dieci giorni dopo, confermando la data del 1° novembre.

Queste misure, separate ma complementari, mirano a coprire i costi di gestione delle spedizioni doganali, come la raccolta e verifica dei dati, l’analisi dei rischi e i controlli sulle merci. L’importo di 2 euro è stato calcolato per riflettere i costi di vigilanza doganale necessari per immettere in libera pratica i beni venduti a distanza.

Nel 2025, sono stati trattati circa 6 miliardi di articoli contenuti nei piccoli invii dell’e-commerce nell’Unione Europea, con il 90% di questi provenienti dalla Cina. Le ispezioni effettuate nei 27 Stati membri hanno rivelato che oltre il 60% dei prodotti controllati non rispettava gli standard europei, evidenziando la necessità di misure più rigorose.

È importante notare che la nuova tassa non sarà riscossa direttamente dal consumatore al momento della consegna. Con l’entrata in vigore del nuovo Codice doganale, la responsabilità doganale per le vendite online passerà agli operatori che vendono o facilitano la vendita a distanza. Grandi piattaforme come Shein, Temu e AliExpress, così come venditori extra UE su marketplace come Amazon, rientrano in questo nuovo regime. Gli operatori potranno comunque trasferire il costo della tassa sui prezzi finali.

L’importo di 2 euro non è definitivo; il Codice prevede che la Commissione rediga un rapporto ogni due anni sui costi sostenuti dalle amministrazioni doganali, con la possibilità di rivedere la tassa. Inoltre, dal 1° luglio 2028, sarà introdotta una seconda handling fee per le merci che transitano da depositi doganali prima della vendita, il cui importo è ancora da definire.

In Italia, la situazione è ulteriormente complicata dalla proposta di un contributo di 2 euro per spedizione, previsto dalla legge di Bilancio 2026. L’entrata in vigore di questa misura è stata rinviata più volte, e attualmente è fissata per il 1° dicembre. Il governo dovrà trovare un modo per evitare sovrapposizioni con la tassa UE, senza compromettere le entrate fiscali. I rinvii hanno già comportato minori coperture per oltre 102 milioni di euro, e si prevede un mancato introito di 245 milioni all’anno a partire dal 2027.

Queste nuove misure rappresentano un cambiamento significativo per i consumatori e gli operatori del settore e-commerce, con impatti diretti sui costi e sulla gestione delle importazioni.