In Breve
- Cosa è successo a Gratosoglio?
- Quattro uomini hanno fatto irruzione in un appartamento occupato, ferendo un 19enne.
- Chi è la vittima della sparatoria?
- La vittima è un giovane marocchino di 19 anni, Othmane A.
- Quali sono le indagini in corso?
- Le indagini sono affidate ai carabinieri e prevedono l'acquisizione di immagini di sorveglianza.
Nella notte tra il 12 e il 13 luglio, intorno all’1.45, un episodio di violenza ha scosso il quartiere di Gratosoglio, a Milano. Quattro uomini con il volto parzialmente coperto hanno fatto irruzione in un appartamento occupato in via Michele Saponaro, aprendo il fuoco e ferendo alla caviglia destra un giovane marocchino di 19 anni, identificato come Othmane A. Il ragazzo è stato trasportato in codice giallo all’ospedale Humanitas di Rozzano, dove attualmente non risulta in pericolo di vita.
Immediatamente dopo l’allerta, sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 e i carabinieri del Radiomobile e della Compagnia Porta Magenta. Gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Milano hanno effettuato i rilievi del caso. Testimoni oculari hanno riferito che gli aggressori, dopo aver sfondato le porte di diversi appartamenti alla ricerca del loro obiettivo, hanno trovato Othmane, presente nell’edificio da pochi giorni, e hanno aperto il fuoco. Gli assalitori sono poi fuggiti a bordo di due automobili.
Durante i rilievi, sono stati recuperati cinque bossoli di calibro 12 e uno di calibro 7,62, quest’ultimo compatibile con armi come il Kalashnikov. Tuttavia, non è stato accertato quale arma sia stata effettivamente utilizzata. Le indagini sono state affidate alla Compagnia Magenta dei carabinieri, che stanno acquisendo immagini delle telecamere di sorveglianza e ascoltando testimoni presenti nell’edificio. Al momento, i membri del commando non sono stati identificati e gli investigatori devono stabilire se tutte le cartucce repertate appartengano alla stessa azione e se i veicoli segnalati siano collegati all’irruzione.
L’appartamento in cui è avvenuta la sparatoria si trova in uno stabile di proprietà dell’Aler, dove, secondo i residenti, si registrano occupazioni abusive prolungate. Una rappresentante dei cittadini ha dichiarato che a maggio era stato presentato un esposto con raccolta firme per chiedere interventi istituzionali, esprimendo la sua frustrazione: “Cos’altro deve succedere perché le istituzioni intervengano?”.
Il complesso era stato destinato nel 2013 a progetti di accoglienza e, verso la fine del 2020, erano state inviate proposte di cambio alloggio in vista di una nuova destinazione d’uso. Questo non è il primo episodio di violenza legato allo stabile: il 21 gennaio, una sparatoria avvenuta davanti al palazzo aveva ferito un ventitreenne. In quell’occasione, le indagini della polizia avevano puntato su ambienti dello spaccio, collegando l’episodio ad altri atti violenti nei dintorni.