In Breve
- Cosa hanno scoperto i ricercatori riguardo a OpenAI?
- Hanno scoperto che agenti AI, presumibilmente di OpenAI, hanno effettuato oltre 16.000 scansioni su UNCTADstat.
- Quali tecniche hanno utilizzato gli agenti AI?
- Hanno impiegato tecniche aggressive per raccogliere dati, inclusi tentativi automatizzati e browser isolati.
- OpenAI ha confermato il suo coinvolgimento?
- No, il rapporto non fornisce prove definitive del coinvolgimento diretto di OpenAI.
Recenti rivelazioni di un ricercatore indipendente hanno messo in luce un’attività sospetta di scansione di dati da parte di agenti AI, presumibilmente collegati a OpenAI. Tra il 13 aprile e il 19 giugno 2026, questi agenti hanno effettuato oltre 16.000 accessi alla piattaforma statistica UNCTADstat, gestita dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, focalizzandosi principalmente su dati di occupazione e statistiche economiche.
Il rapporto evidenzia che gli agenti hanno utilizzato tecniche aggressive per raccogliere informazioni, specialmente quando le richieste dirette tramite API non hanno avuto successo. Sono stati registrati tentativi automatizzati per identificare endpoint utilizzabili e sono state testate chiavi alternative quando il sistema segnalava errori. In alcuni casi, sono stati impiegati browser isolati tramite servizi di analisi URL, come Urlquery, per effettuare richieste che non potevano essere eseguite direttamente dall’agente. Questi processi sembrano essere dotati di capacità di auto-riparazione e miglioramento nel tempo, aumentando così l’efficienza delle operazioni di scansione.
Durante il monitoraggio, sono state rinvenute etichette associate alle richieste, tra cui CHATGPTTEST1 e OAI_META_1312, insieme a un collegamento a FractalWiki, un wiki pubblico precedentemente associato a OpenAI. Tuttavia, il rapporto non fornisce prove conclusive che confermino OpenAI come operatore degli agenti coinvolti. Poiché le chiavi API utilizzate erano esposte pubblicamente e le informazioni richieste erano accessibili, l’attività non è stata classificata come un attacco informatico.
Un portavoce di OpenAI ha dichiarato che l’azienda sta attualmente esaminando i risultati del rapporto e ha contattato l’ONU per offrire un briefing sull’argomento. Le scoperte sollevano importanti interrogativi sulla sicurezza e sul controllo degli agenti autonomi che accedono a risorse di dati pubbliche, un tema di crescente rilevanza nell’era della digitalizzazione.
