In Breve
- Perché le aziende energetiche non possono permettersi downtime durante le migrazioni IT?
- Le aziende energetiche richiedono accesso costante ai dati e ai sistemi di supporto per garantire la continuità operativa.
- Quali sono le sfide principali delle migrazioni IT nel settore energetico?
- Le sfide includono la complessità dei sistemi informativi e la necessità di rispettare vincoli normativi.
- Qual è l'importanza della pulizia dei dati prima di una migrazione?
- La pulizia dei dati riduce la dimensione della migrazione e migliora lo stato del sistema di destinazione.
Le aziende che gestiscono infrastrutture energetiche si trovano ad affrontare sfide crescenti quando si tratta di migrazioni dei sistemi informativi. La continuità operativa è fondamentale, poiché il monitoraggio degli asset richiede un accesso costante a dati e sistemi di supporto. Con l’aumento della domanda elettrica, spinta dall’intelligenza artificiale, dalla diffusione di veicoli elettrici e dall’integrazione delle energie rinnovabili, la complessità del sistema energetico diventa sempre più evidente.
I data center, che rappresentano una quota significativa del consumo elettrico, richiedono più energia del previsto, evidenziando l’importanza di una gestione efficiente delle risorse. I sistemi informativi, che includono ERP, finanza, approvvigionamento, risorse umane e assistenza clienti, sono essenziali per il funzionamento delle aziende energetiche e devono rispettare vincoli normativi anche durante i progetti di trasformazione.
Molti di questi sistemi sono stati soggetti a decenni di personalizzazioni, acquisizioni e interventi temporanei, portando a piattaforme altamente customizzate e a dati spesso duplicati o privi di valore operativo. Trasferire questi dati “as is” in un nuovo ambiente potrebbe comportare la replicazione di problemi esistenti, con costi maggiori. Pertanto, è cruciale mappare l’assetto informativo prima di procedere con la migrazione, distinguendo i dati critici da quelli da conservare solo per obblighi normativi.
La pulizia e l’archiviazione dei dati possono ridurre la dimensione della migrazione e migliorare lo stato del sistema di destinazione. A gennaio 2026, il quadro di best practice sui dati è stato esteso ai codici di settore, imponendo che i dati siano governati in base al loro valore. Inoltre, i test richiedono copie realistiche dei dati di produzione per validare processi critici come retribuzioni e contabilità, ma queste copie devono proteggere informazioni sensibili attraverso tecniche di masking o scrambling.
Dal punto di vista operativo, le aziende possono scegliere tra diverse strategie di migrazione, dalla migrazione a fasi al “big bang”. Tuttavia, una strategia che minimizza il downtime, trasferendo la maggior parte dei dati mentre il sistema esistente è ancora in funzione, è spesso la soluzione migliore. Questo approccio consente di sincronizzare le modifiche, lasciando solo un ridotto cutover finale.
È fondamentale testare il passaggio, verificare il target e concordare le responsabilità tra i team tecnici e operativi, tenendo presente quali processi possono essere sospesi e quali devono rimanere operativi. L’obiettivo di una trasformazione di successo non è solo il go-live, ma anche la creazione di un nucleo pulito e di dati ben governati, che semplifichino le modifiche future e favoriscano l’adozione di tecnologie emergenti come l’IA.
In conclusione, l’evoluzione dei sistemi informativi nelle aziende energetiche è un processo continuo che deve essere progettato per consentire cambiamenti senza compromettere l’operatività. La gestione efficace delle migrazioni IT è quindi essenziale per garantire la resilienza e l’efficienza del settore energetico.
