In Breve
- Qual è la quantità di olio stoccato in Sicilia?
- In Sicilia sono stoccate 15.908 tonnellate di oli di oliva, di cui 9.950 tonnellate di extravergine.
- Qual è il ruolo del Pnrr nel settore olivicolo siciliano?
- Il Pnrr ha assegnato 12,69 milioni di euro per l'ammodernamento degli impianti di lavorazione e stoccaggio.
- Cosa rappresenta il Consorzio Cofiol?
- Il Consorzio Cofiol unisce sei stabilimenti di confezionamento e oltre 200 aziende agricole per creare massa critica.
Al 31 luglio 2026, la Sicilia ha registrato stoccaggi di 15.908 tonnellate di oli di oliva, di cui 9.950 tonnellate di extravergine. A livello nazionale, le giacenze ammontano a 233.377 tonnellate, segnando un incremento del 43,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nonostante la Sicilia produca circa il 12% dell’olio italiano, la sua rete di frantoi è significativa, con 616 impianti attivi, posizionandosi come la terza regione italiana dopo la Puglia e la Calabria.
Il confronto regionale evidenzia che la Puglia detiene giacenze di 73.559 tonnellate, mentre la Calabria ne ha 29.735. Con scorte elevate e una nuova campagna olearia alle porte, la strategia per aumentare il valore della produzione si concentra su impianti più efficienti, tecnologie avanzate, aggregazione tra operatori e una maggiore forza commerciale.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha destinato alla Regione Sicilia 12,69 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento. Questa cifra è stata successivamente rivista a circa 13,5 milioni, con 45 progetti finanziati. I frantoi sono considerati nodi tecnologici della filiera, fondamentali per gestire qualità, tempi di lavorazione, conservazione, tracciabilità, efficienza energetica e valorizzazione dei sottoprodotti.
Un’importante opportunità per il settore è rappresentata dall’aggregazione. Il Consorzio Cofiol, ad esempio, unisce sei stabilimenti di confezionamento, una rete di 50 frantoi, oltre 200 aziende agricole e più di 5.000 piccoli coltivatori, creando così una massa critica in un sistema altrimenti frammentato.
Un altro aspetto distintivo della produzione siciliana è il patrimonio biologico: il 33,1% della superficie olivicola è coltivata con metodo biologico, rispetto a una media italiana del 29,3%. La sfida economica consiste nel trasformare questa caratteristica in un differenziale di valore riconosciuto dal mercato.
Dal 10 al 12 settembre 2026, a Mondello, si svolgerà l’evento L’Isola del Tesolio 2026, che avrà come focus l’integrazione e solidarietà di filiera, innovazione e formazione, internazionalizzazione e sviluppo commerciale. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della distribuzione.
Tra gli interventi previsti, si parlerà di innovazione tecnologica e delle tecnologie applicate ai frantoi, con esperti e docenti come Tiziano Caruso, Agnese Taticchi e Alessandro Leone. Manfredi Barbera, CEO di Manfredi Barbera e Figli S.p.A., ha sottolineato l’importanza della collaborazione industriale, affermando: “L’Isola del Tesolio nasce dalla convinzione che il futuro dell’olio EVO siciliano non si costruisca soltanto nei frantoi o negli uliveti, ma nella capacità di fare sistema, di creare relazioni e di trasformare la straordinaria qualità delle nostre produzioni in valore riconosciuto sui mercati e nella cultura dei consumatori”.
