In Breve
- Qual è la situazione attuale del rinnovo del contratto dei bancari?
- Le trattative sono in stallo e l'Abi ha convocato il Consiglio direttivo per discutere le prossime mosse.
- Quanti lavoratori sono interessati dal contratto scaduto?
- Circa 260.000 lavoratrici e lavoratori del settore bancario.
- Quando sono previsti i prossimi incontri di negoziazione?
- Gli incontri sono fissati per il 26 e il 29 ottobre.
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei bancari si trova attualmente in una fase di stallo, con le trattative che non hanno ancora preso una direzione chiara. L’Associazione Bancaria Italiana (Abi) ha convocato il Consiglio direttivo per il 21 ottobre, con l’intento di dare un mandato al Comitato per gli affari sindacali e del lavoro. Questo passaggio è cruciale per valorizzare la pluralità delle posizioni e, una volta definito il mandato, il negoziato potrebbe intraprendere un percorso diverso.
Le operazioni straordinarie nel settore bancario stanno rallentando il confronto, costringendo le banche a prendere tempo e limitando le risposte sui singoli argomenti. Nei primi incontri, sono stati esaminati circa 120 punti, ma molte richieste sindacali sono state respinte, sollevando preoccupazioni tra i rappresentanti dei lavoratori.
Il contratto, scaduto il 31 marzo, interessa circa 260.000 lavoratrici e lavoratori del settore. Tra i temi principali discussi ci sono il benessere organizzativo e il welfare, con richieste sindacali mirate a omogeneizzare le condizioni di lavoro. Un altro punto cruciale è la pay transparency, su cui il Comitato per gli affari sindacali dell’Abi farà riferimento alla normativa europea.
Inoltre, è stata sollevata la questione dell’informativa annuale prevista dall’articolo 14, per la quale è aperta la possibilità di fornire più elementi quantitativi. La rendicontazione della sostenibilità è un altro tema caldo, con le banche che non intendono renderla obbligatoria, ma non escludono possibili rafforzamenti futuri.
Per quanto riguarda il part-time, le banche hanno mostrato aperture limitate a miglioramenti della legge per determinate casistiche. Sui provvedimenti disciplinari, è emersa la volontà di accorciare i tempi, anche se la durata delle procedure dipende dalla complessità delle indagini.
I sindacati hanno evidenziato l’assenza di chiarimenti utili per entrare nel merito delle risposte e hanno criticato un metodo che esamina i capitoli uno alla volta, senza un progetto complessivo. Lando Maria Sileoni, segretario generale di un importante sindacato, ha dichiarato: “È necessario sapere quale contratto le banche intendono sottoscrivere, quale modello di banca hanno in mente per i prossimi anni e quale ruolo vogliono riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori. Se non arriveranno risposte chiare, saremo costretti a prendere posizioni energiche”.
Altre sigle sindacali hanno chiesto un cambio di passo, definendo miope l’approccio attuale delle banche. Il negoziato continua, con incontri già fissati per il 26 e il 29 ottobre, in un clima di crescente tensione e aspettative da parte dei lavoratori del settore.
