Surfshark Sostiene Disinfo2026 Nonostante il Ritiro di Sponsor Governativi

Surfshark conferma il suo supporto alla conferenza Disinfo2026, nonostante il ritiro di sponsor governativi. Un impegno per la libertà di espressione e la lotta contro la disinformazione.

Surfshark e Disinfo2026

In Breve

Qual è il sostegno di Surfshark a Disinfo2026?
Surfshark ha confermato il suo sostegno alla conferenza Disinfo2026, nonostante il ritiro di sponsor governativi.
Perché alcuni sponsor hanno ritirato il loro patrocinio?
Il ritiro è avvenuto a causa di pressioni politiche legate a un panel che etichettava gli Stati Uniti come 'una minaccia informativa straniera'.
Quali sono i risultati della ricerca presentata da Surfshark?
La ricerca ha rivelato che oltre la metà degli intervistati non riesce a distinguere tra bot e account reali, aumentando la vulnerabilità a minacce digitali.

Surfshark ha recentemente confermato il suo sostegno alla conferenza Disinfo2026, un’importante iniziativa dedicata alla lotta contro la disinformazione. Questo annuncio arriva dopo che diversi sponsor governativi, tra cui il servizio diplomatico dell’Unione europea, il Canada e la Lituania, hanno ritirato il loro patrocinio a causa di pressioni politiche.

La conferenza, organizzata dall’ONG EU Disinfo Lab e tenutasi a Vilnius, ha visto la partecipazione di ricercatori, giornalisti, tecnologi e decisori politici, tutti uniti nel confronto sulle minacce informative e sull’inganno online. Tuttavia, nei giorni precedenti all’evento, alcuni sponsor istituzionali hanno rimosso i loro loghi dal sito e dalla segnaletica, in alcuni casi con così poco preavviso che la grafica è stata coperta con adesivi bianchi.

Il ritiro del patrocinio è stato direttamente collegato a controversie riguardanti un panel della conferenza che etichettava gli Stati Uniti come “una minaccia informativa straniera”. In risposta a queste pressioni, Surfshark ha ribadito il suo impegno per la libertà intellettuale e la libera circolazione delle idee, affermando: “Il dibattito aperto non deve mai essere silenziato. È essenziale per costruire un internet più sicuro.”

Durante la conferenza, Surfshark ha presentato una ricerca condotta in collaborazione con studenti dell’Università di Malmö. I risultati hanno rivelato che oltre la metà degli intervistati non è in grado di identificare bot o distinguere tra account generati da intelligenza artificiale e account gestiti da persone reali, aumentando così la vulnerabilità a minacce digitali.

In aggiunta, l’azienda ha richiamato l’attenzione su uno studio che stima che oltre 6,3 miliardi di account falsi vengano rimossi ogni anno dalle principali piattaforme social. Surfshark ha avvertito che l’intelligenza artificiale sta aggravando il problema, facilitando truffe, furti d’identità e la diffusione di disinformazione.

Surfshark ha concluso il suo intervento affermando: “Continueremo a sostenere le comunità che lavorano per mantenere l’internet aperto e sicuro. Crediamo che i forum indipendenti che esaminano le minacce digitali debbano continuare a esistere, indipendentemente dalle sensibilità geopolitiche, poiché la cybersecurity riguarda tutti e i rischi digitali non conoscono confini.”