In Breve
- Qual è il giro d'affari dei live club in Italia?
- Il giro d'affari dei live club italiani è di 24,8 milioni di euro.
- Quante presenze hanno registrato i live club nel 2026?
- I live club hanno registrato 1,16 milioni di presenze nel 2026.
- Qual è la principale fonte di ricavo per i live club?
- La principale fonte di ricavo è la somministrazione di cibo e bevande, con 9,9 milioni di euro.
Il Settore dei Live Club in Italia: Un’Analisi del Mercato e delle Sfide Future
Il panorama musicale italiano è caratterizzato da un’importante rete di live club, che nel 2026 ha registrato un giro d’affari di 24,8 milioni di euro e 1,16 milioni di presenze in 6.456 eventi. Questi dati emergono dallo studio “Spazi che suonano – Atlante dei live club italiani”, realizzato da KeepOn Live, Assomusica e Arci, che ha analizzato i 118 maggiori locali del Paese.
Fonti di Ricavo e Costi
Le principali fonti di ricavo per i live club italiani provengono dalle attività commerciali. La somministrazione di cibo e bevande ha generato circa 9,9 milioni di euro, superando la vendita dei biglietti, che ha fruttato oltre 9,1 milioni di euro. Altre fonti di guadagno includono le quote associative (1,7 milioni), gli affitti delle sale per eventi (circa 1,4 milioni) e i finanziamenti pubblici, che ammontano a poco più di 1,1 milioni. Le sponsorizzazioni, invece, rappresentano una quota marginale, con entrate di appena 317mila euro.
Dal punto di vista dei costi, la programmazione culturale assorbe circa 7,2 milioni di euro, mentre i costi del personale raggiungono 6,5 milioni di euro. Le spese relative a immobili e gestione degli spazi ammontano a circa 3,5 milioni di euro.
Struttura e Occupazione
La maggior parte dei live club (65%) è costituita da associazioni, il 74% delle quali opera come Associazione di Promozione Sociale. Inoltre, il 97% delle realtà analizzate è iscritto a registri ufficiali e il 74% possiede partita IVA. La dimensione dei locali è generalmente contenuta: l’86% ha una capienza inferiore a 500 persone, con una capienza media di 388 spettatori e una capienza mediana di 150 posti.
Il settore occupazionale è variegato, combinando dipendenti, professionisti e volontari. I volontari rappresentano il 53% delle persone coinvolte, ma coprono solo il 36% delle ore lavorate. I dipendenti costituiscono il 21% della forza lavoro, garantendo il 33% del lavoro complessivo. Inoltre, il 58% delle collaborazioni riguarda persone sotto i 35 anni.
Distribuzione Geografica
Geograficamente, 74 dei 118 club censiti si trovano nei capoluoghi di provincia, mentre 44 operano nelle aree periferiche o non capoluogo. Torino conta 12 live club, Bologna 11, mentre Milano e Firenze ne hanno 8 ciascuna.
Finanziamenti e Sostenibilità
Lo studio mette in evidenza la scarsa incidenza dei finanziamenti pubblici nei bilanci dei live club, che si attestano attorno al 5%, in netto contrasto con una media europea del 21% e del 50% in Francia. Carlo Parodi, presidente di Assomusica, ha definito i live club «presidi strategici per lo sviluppo del settore musicale e per la crescita delle comunità». Federico Rasetti, direttore di KeepOn Live, ha sottolineato l’importanza culturale e pubblica di questi spazi, evidenziando la necessità di tutelarli. Marco Trulli, responsabile Cultura e Giovani di Arci nazionale, ha richiamato l’esigenza di politiche nazionali e locali di sostegno e riconoscimento per i live club.
Conclusioni
Il settore dei live club in Italia rappresenta un’importante realtà culturale ed economica, ma affronta sfide significative in termini di sostenibilità e supporto pubblico. La valorizzazione e la tutela di questi spazi sono essenziali per garantire la crescita del panorama musicale italiano e il benessere delle comunità locali.
